L’unica via è il pensiero, omaggio a Vincenzo Pirro

Nel decennale della prematura scomparsa, estimatori e amici hanno deciso di rendere omaggio a Vincenzo Pirro (1938-2009), con un volume collettaneo che, seguendo diverse tracce, ripercorre gli interessi del grande studioso che ha onorato la cultura italiana operando a Terni, sua città d’adozione.

Il volume – L’unica via è il pensiero – esce con la cura del professor Hervé A. Cavallera e grazie alla dedizione dell’architetto Danilo Sergio Pirro, che guida la delegazione umbra dell’Associazione Amici della Fondazione Ugo Spirito e Renzo De Felice e ha curato la postfazione. 

Cavallera, membro della Commissione scientifica della Fondazione e del Comitato scientifico dei suoi “Annali”, nell’introdurre il volume, sottolinea come gli sia <sempre rimasta nei […] ricordi la sua osservazione che se lo storico ha una formazione speculativa l’indagine non può che volgersi al meglio, e Vincenzo Pirro è stato filosofo e storico, segnalandosi altresì come instancabile organizzatore di convegni. In fondo, è sempre stato fedele, sotto tale profilo, al taglio storico/teoretico che egli ha ricevuto dalla scuola neoidealistica entro cui il suo pensiero si inserisce anche mediante i rapporti personali con Ugo Spirito, Luigi Volpicelli, Salvatore Valitutti>.

L’omaggio di Terni a Vincenzo Pirro

<Come filosofo e storico della filosofia – chiarisce Cavallera – la ricerca di Vincenzo Pirro si è svolta particolarmente all’interno del pensiero neoidealista ed egli ha saputo lasciare contributi che contano nella letteratura critica pertinente. Come cultore di storia patria i suoi interessi di studioso si sono estesi dal Risorgimento alla storia contemporanea, indagando temi poco trattati e talvolta omessi, sempre in nome di una chiarificazione che servisse alla conoscenza della verità>?

<Il testo, infatti, – si legge nella prefazione – è diviso in due sezioni, una di filosofia e l’altra di storia, rispecchiando le materie che Vincenzo Pirro ha prediletto. La sezione filosofica comprende contributi su filosofi (Gentile, Spirito, Calogero) a cui Pirro è stato legato. La sezione storica, assai articolata, oltre a studi di analisi politica (collegio elettorale di Terni, missione militare in Germania) affronta luoghi e monumenti di grande interesse (Villa Palma, il monastero delle Clarisse di Montecastrilli, la fontana di Piazza Tacito e così via), facendo anche emergere personaggi di un passato lontano (Antonello di Stroncone, Bonifacio VIII, i Nicoletti e tant’altro). Infine, sì che la Persona onorata non sia estranea nel libro che gli è dedicato, un inedito di Vincenzo Pirro>.

Il volume presenta contributi di: Sara Durantini, Tiziano Sensi, Rodolfo Sideri, Roberto Stopponi, Marco Angelosanti, Massimo Bartolini, Sergio Bini, Marco Corradi, Francesco Canali, Stefano Fabei, Valentina Leonelli, Corrado Mazzoli, Vincenzo G. Pacifici, Erika Persichetti, Roberto Rago, Cristina Ranucci, Marco Squadroni, Matteo Rossi, Francesco Pezzuto.

Il volume sarà presentato nelle prossime settimane a Terni.

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L’unica via è il pensiero. Scritti in memoria di Vincenzo Pirro

a cura di Hervé A. Cavallera

https://www.intermediaedizioni.it/

Orvieto 2019, pp. 632.

Il Partito Repubblicano Italiano e la caduta del muro di Berlino

di Silvio Berardi

//Nel corso del XXXVII Congresso del Partito repubblicano italiano, tenutosi a Rimini nel maggio del 1989, a poco meno di sei mesi dalla caduta del muro di Berlino, i temi di discussione che prevalsero riguardarono soprattutto le problematiche interne al paese, anche se le principali questioni di politica internazionale non vennero, in ogni caso, trascurate. Il segretario del Partito, Giorgio La Malfa, pur sostenendo il governo De Mita, auspicava, ad esempio, la formazione di un “quarto polo” politico: una federazione laica atta ad unire repubblicani, liberali e radicali a differenza di quanto accaduto «in molti altri paesi europei, nel […] dopoguerra», nei quali non si era ancora «sviluppata una forza espressione compiuta delle idee e delle posizioni democratiche in campo politico, istituzionale e economico».
Il Pri sembrava consapevole della graduale quanto inevitabile involuzione del blocco sovietico, anche se non aveva previsto una così rapida modificazione del contesto geopolitico dell’Europa orientale.

Il testo integrale del saggio in “Annali della Fondazione Ugo Spirito”, a. I, n. 2, 2019, nuova serie, a. XXXI, pp. 209-223.

 

 

Giovanni Gentile al Centro per la Filosofia Italiana

Si è tenuta il 25 ottobre 2018, presso il Centro per la filosofia italiana, in collaborazione con la Fondazione Ugo Spirito e Renzo De Felice, la presentazione degli Atti del Convegno “Gentile oggi”, pubblicati a cura ndi Rodolfo Sideri, negli “Annali della Fondazione Ugo Spirito”, a. XXXI, 2019.1, nuova serie. Al Tinello Borghese di Monte Compatri (Roma), con il curatore Sideri, direttore dei Corsi di formazione della Fondazione, sono intervenuti la prof.ssa Teresa Serra (Presidente onorario del Centro per la filosofia italiana), il prof. Luigi Punzo, il prof. Paolo Armellini (foto) e gli autori dei saggi. L’incontro, alla presenza di un pubblico di studiosi e non, è stato coordinato dalla vicepresidente del Centro per la filosofia italiana, prof.ssa Tina Paladini (foto), mentre la relazione principale è stata svolta dal prof. Paolo Armellini, ricercatore di Storia delle dottrine politiche alla Sapienza di Roma, il quale ha sottolineato la necessità di ripensare Gentile come lievito della speculazione del Novecento, italiana ed europea. I successivi interventi hanno rimarcato la necessità di un recupero della filosofia italiana come parte di un patrimonio culturale da non disperdere. In conclusione, il presidente del Centro, prof. Aldo Meccariello, ha confermato la volontà di continuare il lavoro di scavo della filosofia italiana in sinergia con la Fondazione.

 

“Facciamo storia, non moralismo”: pubblicato il terzo volume degli scritti giornalistici di Renzo De Felice

Questo terzo volume – un unico tomo di 352 pagine – raccoglie  scritti e interviste che coprono un periodo storico molto intenso sia sul piano internazionale sia sul piano interno, che va dall’apertura del muro di Berlino – 9 novembre 1989 – al crollo della “prima repubblica” e alla contrastata nascita della “seconda”, passando nel 1992 per la firma trattato di Maastricht e la creazione dell’Unione Europea. In questo periodo De Felice ha presieduto la Commissione scientifica della Fondazione e ne è stato negli ultimi anni presidente.

Dagli scritti emerge un De Felice che conferma il suo forte impegno civile,la sua critica alla storiografia italiana e la preoccupazione per la inadeguatezza della classe politica.

Il volume, con una prefazione di Gianni Scipione Rossi,  si apre con un intervento nel quarantesimo anniversario delle leggi razziali e si chiude con un testo di commento al volume Il passato di un’illusione di François Furet. <Giudicando il secolo – nota De Felice – non possiamo non dirci furettiani>

La pubblicazione avviane nel quadro delle iniziative che la Fondazione ha intrapreso nel quarantesimo anniversario della morte di Ugo Spirito e nel novantesimo della nascita di Renzo De Felice – con il sostegno della Legge di Bilancio 2019, ex art. 1, comma 416 – con l’obiettivo di promuovere studi e ricerche sull’opera dei due grandi intellettuali del Novecento ai quali la Fondazione stessa si intitola. 

Renzo De Felice, Scritti Giornalistici. <Facciamo storia, non moralismo> 1989-1996, a cura di Giuseppe Parlato e Giuliana Podda, prefazione di Gianni Scipione Rossi, Luni Editrice, Milano 2019, pp. 352, € 25,00.

Il libro può essere prenotato presso la Fondazione e l’editrice Luni:

info@www.fondazionespirito.it

www.lunieditrice@lunieditrice.com

Rassegna stampa

Ma De Felice oggi sarebbe censurato

Leggi anche:

http://www.fondazionespirito.it/insegnare-la-complessita-il-7-novembre-a-rieti-convegno-sul-magistero-di-renzo-de-felice/

 

Giornalista e agitatore: la Dalmazia e il sogno infranto di Attilio Tamaro

Lettera di Tamaro all’ammiraglio Millo

di Gianni Scipione Rossi

//Nel numero del 30 novembre 1920, Attilio Tamaro pubblica sulla rivista nazionalista “Politica” questa amara riflessione: «Perché l’organo del Fascismo, dopo aver agitato per due anni con la massima violenza la questione dalmatica, si piegò su se stesso, s’ammosciò, rinnegò la sua tesi, predicò la rassegnazione, abbandonò d’Annunzio, mentre ancora alla vigilia della firma del trattato aveva affermato che senza l’approvazione del Comandante il trattato non poteva avere alcun valore».
L’organo del Fascismo è naturalmente “Il Popolo d’Italia” diretto da Benito Mussolini. Il «trattato» è quello firmato – dopo un difficile negoziato – dal Regno d’Italia e dal Regno dei Serbi, dei Croati e degli Sloveni il 12 novembre del 1920 a Villa Spinola di San Michele di Pagana, vicino a Rapallo. Il trattato assegnò all’Italia Trieste, Gorizia, Gradisca, l’Istria, Postumia, Bisterza, Idria, Vipacco, Zara, le isole di Cherso, Lussino, Pelagosa, e Lagosta. Contestualmente fu decisa la creazione dello Stato Libero di Fiume, che prese vita nel gennaio del 1921.
Sia dalle colonne di “L’Idea Nazionale”, sia da quelle di “Politica”, Attilio Tamaro criticò duramente l’andamento delle trattative, denunciando il carattere rinunciatario del presidente del Consiglio Giovanni Giolitti e del ministro degli Esteri Carlo Sforza.

[…]

Attilio Tamaro
(Fototeca Civici Musei di Storia e Arte Trieste)

Trieste, Fiume, Zara: pagine inedite 1920-21
di Attilio Tamaro

Roma, 6 agosto 1920
I tre “vedovi di paglia”. Monicelli, Coppola, e io siamo stati all’Adriano. Era con noi anche l’editore Quattrini. Finita la rappresentazione, con Coppola sono ritornato a casa a piedi: vi siamo giunti che era più vicina la mattina che la sera, conversando con passione di politica e di storia. Coppola ha sempre una visione profonda e originale dei problemi politici. È un maestro. Abbiamo comune l’angoscia di vedere la politica estera in mano di pavidi, d’ignoranti o di un uomo quasi turpe come Sforza, sottomessa interamente alla politica interna. Abbiamo parlato molto della Russia e della Polonia. Più ancora dell’Albania, dove ieri, a Tirana, l’Italia di Vittorio Veneto si è resa a discrezione ai banditi albanesi.

[…]

Il saggio introduttivo e gli inediti di Attilio Tamaro in “Annali della Fondazione Ugo Spirito”, a.I, n. 2, 2019, a. XXXI, pp. 347-371.

 

Rileggere l’Italia unita: incontro con Domenico Fisichella

Mercoledì 23 ottobre 2019, nella sede della Fondazione Ugo Spirito e Renzo De Felice, si è tenuto l’interessante incontro con il prof. Domenico Fisichella, in occasione della pubblicazione di tre libri, editi da Pagine di Roma, Il Risorgimento. Tra virtù e fortuna – La formazione dell’Italia unita e l’Europa (2018), Dal Risorgimento al Fascismo. 1861-1922 (2019), Dittatura e monarchia. L’Italia tra le due guerre (2019).

L’introduzione, affidata al presidente della Fondazione prof. Giuseppe Parlato, è servita da introduzione al percorso di analisi compiuto nei tre volumi da Fisichella. Partendo dall’attenzione riservata al momento fondativo dello Stato italiano (1861) e passando per la rivalutazione dell’operato della Destra Storica, Parlato ha posto in evidenza come nel “filo azzurro” seguito nelle tre opere (dal Risorgimento al fascismo) sia presente e centrale, dall’origine, il problema non solo dell’Unità – letta in chiave europea –, ma anche della nazione italiana. In chiusura dell’intervento, il professore ha ricordato il ruolo del Fisichella politico nella storia della destra italiana.

L’intervento di Nicola Benedizione, consigliere della Fondazione, è stato di natura personale, memore di molte esperienze, culturali e umane, vissute negli anni di Fisichella da ministro e senatore.

Il prof. Fisichella, riprendendo le sollecitazioni derivanti dagli altri interventi, ha rinnovato i ringraziamenti alla Fondazione e ha presentato i suoi volumi con un approccio tematico di ampio respiro. L’oggetto della prima parte della relazione è stato il rapporto, discusso e problematizzato, tra storia e metodo scientifico, un incontro che intreccia la capacità di studio e di ricerca con la qualità della selezione e della comparazione, elemento quest’ultimo tenuto in particolare risalto dal professore.
La seconda parte del discorso ha preso le mosse dalle teorie sulla sovranità e dal trinomio popolo-nazione-Stato, importanti chiavi di lettura relative ai libri presentati. Dalla riflessione sulle rivoluzioni, su quelle mancate in Italia e sulla correlata storia delle costituzioni octroyée, tra cui lo Statuto albertino, Fisichella ha individuato tramite esempi i sei passi – compiuti, seppure non in maniera ordinata, da tutti i paesi europei – atti a costruire la modernità: legittimità, partecipazione, secolarizzazione, industrializzazione, urbanizzazione e distribuzione del reddito.

Fisichella ha riservato, per l’ultima parte dell’intervento, l’interessante riflessione sull’interclas­sismo insito nel corporativismo fascista e sul binomio tecnocrazia-positivismo sociale, risultato di uno dei molteplici compromessi storici.

La presentazione si è conclusa con le domande e le osservazioni dell’uditorio presente, occasione di ulteriore approfondimento delle tante tematiche trattate.

Arezzo: il 23 novembre convegno su Ugo Spirito a quarant’anni dalla scomparsa

La vita come ricerca, la vita come arte, la vita come amore. L’opera e il pensiero di Ugo Spirito”. È il titolo del convegno di studi con il quale, nel quarantesimo anniversario della scomparsa, la Fondazione Ugo Spirito e Renzo De Felice, in collaborazione con il Comune di Arezzo, ricorderà il filosofo nella sua città natale. Il convegno si terrà sabato 23 novembre 2019, con inizio alle ore 16.30, nella sala della Casa dell’Energia Urban Center di Arezzo (via Leone Leoni, 1). Nello stesso giorno si chiuderà la mostra fotografica in corso dal 9 novembre nella stessa sede, organizzata dal Comune in collaborazione con la Fondazione Ugo Spirito e Renzo De Felice e con la Fondazione Guido D’Arezzo. La mostra presenta per la prima volta una ampia scelta di fotografie conservate nell’archivio del filosofo: un affascinante percorso nella storia del Novecento attraverso la vita di un grande intellettuale.

Al convegno di studi porterà i saluti della città il sindaco Alessandro Ghinelli. Hervé A. Cavallera, professore onorario di Storia della pedagogia nell’Università del Salento, parlerà sul tema Spirito e l’arte. Il professor Rodolfo Sideri, responsabile dei corsi di formazione della Fondazione, sul tema Spirito e la filosofia. Danilo Breschi, professore associato di Storia delle dottrine politiche nella Unint di Roma e consigliere di amministrazione della Fondazione, sul tema Spirito e il ’68. Il presidente della Fondazione Giuseppe Parlato, professore ordinario di Storia contemporanea nella Unint di Roma, sul tema Spirito e la politica. La responsabile dell’archivio della Fondazione Alessandra Cavaterra sul tema L’archivio e la biblioteca del filosofo.

Il convegno si concluderà con la presentazione dell’inedito di Ugo Spirito Filosofia della grande civilizzazione. La “rivoluzione bianca” dello Scià, appena pubblicato dalla Fondazione in collaborazione con Luni Editrice. Ne parlerà il curatore Gianni Scipione Rossi, vicepresidente della Fondazione e direttore del Centro Italiano di Studi Superiori per la Formazione e l’Aggiornamento in Giornalismo Radiotelevisivo, con Hervé A. Cavallera, autore della postfazione.

Ugo Spirito, nato ad Arezzo nel 1896, morto a Roma nel 1979, è stato uno dei massimi filosofi italiani del Novecento. Dal 1933 al 1971 ha insegnato nelle Università di Pisa, Messina, Genova e poi Roma.

Allievo di Giovanni Gentile, è stato redattore dell’Enciclopedia Italiana per la filosofia, l’economia e il diritto; redattore e poi direttore del Giornale critico della filosofia italiana; fondatore e direttore, con A. Volpicelli, dei Nuovi studi di diritto, economia e politica. Socio nazionale dei Lincei, presidente della Fondazione Giovanni Gentile per gli studi filosofici.

Ugo Spirito in Libano, 1965

Si è occupato in un primo periodo di problemi giuridici (Storia del diritto penale italiano; Il nuovo diritto penale) e di economia corporativa (Critica dell’economia liberale; I fondamenti dell’economia corporativa; Capitalismo e corporativismo; Dall’economia liberale al corporativismo). Successivamente si è dedicato sempre più alla ricerca teoretica, dapprima come seguace dell’attualismo, poi come critico di esso, pervenendo alla formulazione del problematicismo.

Tra le sue opere: La vita come ricerca; Scienza e filosofia; La vita come arte; Il problematicismo; La vita come amore; Critica della democrazia; Il comunismo; Dall’attualismo al problematicismo; Ho trovato Dio; Guerra rivoluzionaria.

(L’iniziativa è finanziata dai fondi destinati dalla Legge di Bilancio 2019, art. 1, comma 416)

Leggi anche:

Arezzo: “La vita come ricerca, la vita come arte, la vita come amore”, dal 9 novembre mostra fotografica su Ugo Spirito

 

“Facciamo storia, non moralismo”: in uscita il terzo volume degli scritti giornalistici di Renzo De Felice

Nel novantesimo anniversario della nascita di Renzo De Felice è in uscita il terzo volume dei suoi scritti giornalistici. Il libro, curato da Giuseppe Parlato e Giuliana Podda, viene pubblicato in coedizione dalla Fondazione Ugo Spirito e Renzo De Felice e da Luni Editrice con il titolo Scritti Giornalistici. <Facciamo storia, non moralismo> 1989-1996.

Il volume completa la raccolta degli articoli e delle interviste che lo storico reatino ha pubblicato su riviste e giornali dal 1960 a poche settimane dalla scomparsa. Il primo volume – in due tomi- è apparso nel 2016, nel ventennale della morte. Il secondo – anch’esso in due tomi – nel 2017.

Questo terzo volume – un unico tomo di 352 pagine – raccoglie  scritti e interviste che coprono un periodo storico molto intenso sia sul piano internazionale sia sul piano interno, che va dall’apertura del muro di Berlino – 9 novembre 1989 – al crollo della “prima repubblica” e alla contrastata nascita della “seconda”, passando nel 1992 per la firma trattato di Maastricht e la creazione dell’Unione Europea. In questo periodo De Felice ha presieduto la Commissione scientifica della Fondazione e ne è stato negli ultimi anni presidente.

Dagli scritti emerge un De Felice che conferma il suo forte impegno civile,  la sua critica alla storiografia italiana e la preoccupazione per la inadeguatezza della classe politica.

Il volume, con una prefazione di Gianni Scipione Rossi,  si apre con un intervento nel quarantesimo anniversario delle leggi razziali e si chiude con un testo di commento al volume Il passato di un’illusione di François Furet. <Giudicando il secolo – nota De Felice – non possiamo non dirci furettiani>

La pubblicazione avviane nel quadro delle iniziative che la Fondazione ha intrapreso nel quarantesimo anniversario della morte di Ugo Spirito e nel novantesimo della nascita di Renzo De Felice – con il sostegno della Legge di Bilancio 2019, ex art. 1, comma 416 – con l’obiettivo di promuovere studi e ricerche sull’opera dei due grandi intellettuali del Novecento ai quali la Fondazione stessa si intitola. 

Renzo De Felice, Scritti Giornalistici. <Facciamo storia, non moralismo> 1989-1996, a cura di Giuseppe Parlato e Giuliana Podda, prefazione di Gianni Scipione Rossi, Luni Editrice, Milano 2019, pp. 352, € 25,00.

Il libro può essere prenotato presso la Fondazione e l’editrice Luni:

info@www.fondazionespirito.it

www.lunieditrice@lunieditrice.com

Leggi anche:

http://www.fondazionespirito.it/insegnare-la-complessita-il-7-novembre-a-rieti-convegno-sul-magistero-di-renzo-de-felice/

 

Todi, Giornata del Ricordo 2019: le borse di studio assegnate a due liceali

Sono Simone Zampa e Assmaa Hamdoune i vincitori delle borse di studio messe in palio dal Comune di Todi, nel quadro dell’iniziativa di studio sul significato storico del Giorno del ricordo in memoria delle vittime delle foibe, dell’esodo giuliano-dalmata” organizzata in collaborazione con la Fondazione Ugo Spirito e Renzo De Felice.
L’iniziativa è culminata il 9 febbraio 2019, nella Sala del Consiglio dei Palazzi Comunali della città umbra, in un convegno dedicato agli studenti delle scuole superiori. Sono intervenuti Michele Pigliucci, docente di Geografia economica e politica nell’Università di Sassari e direttore della Fondazione, Raffaella Rinaldi, coordinatore “Comitato 10 Febbraio” Umbria, Toni Concina, che ha portato la sua testimonianza di esule da Zara. L’attore Giuseppe Abramo ha curato alcune “letture dall’esodo”.
Hanno introdotto il sindaco di Todi Antonino Ruggiano e l’assessore alla Cultura Claudio Ranchicchio. Ha coordinato Gianni Scipione Rossi, giornalista e storico, vicepresidente della Fondazione Ugo Spirito e Renzo De Felice e direttore del Centro Italiano di Studi Superiori per la Formazione e l’Aggiornamento in Giornalismo Radiotelevisivo.

Gli studenti tuderti nella Sala
del Consiglio il 9 febbraio 2019

Nell’occasione è stato emesso un bando per due borse di studio. Tra gli elaborati pervenuti, prescelti dall’Assessorato alla Cultura,d’intesa con il dirigente scolastico, la presidenza del Consiglio comunale e la Fondazione, quello di Simone Zampa, nato ad Assisi nel 2000 e residente a Todi, allievo del Liceo Classico Jacopone da Todi, ha vinto il premio da 500€ per un saggio breve sulla vicenda storica e sulla complessità della sua memoria nei decenni successivi. <Lavoro sintetico e preciso – recita la motivazione – affronta la tematica anche facendo emergere la propria opinione che si presenta però equilibrata e non priva di meritevole approfondimento personale. Emerge un amor di Patria consapevole e forte senza essere retorico>.

Il secondo premio, di 250€, è stato vinto dalla studentessa del Liceo Linguistico Assmaa Hamdoune, nata a Marsciano nel 2000 e residente a Todi, che ha proposto una rilettura poetica del dramma delle foibe. <Poesia di tre strofe e di otto righe a versi sciolti – si legge nella motivazione – con una partecipazione umana molto vicina a chi ha sofferto di una morte atroce. Emerge una buona cultura letteraria, testimone di letture acquisite: “eterno silenzio”, “la nostra torre”, a certificare i buoni studi che la giovane sta terminando>. Sia Simone sia Assmaa hanno nel frattempo superato l’esame di Stato.

Di seguito la poesia di Assmaa:

Persi nel nulla: il nulla eterno

di Assmaa Hamdoune

Legati a formare una catena umana,

schierati sugli argini delle foibe

con un filo spinato che ci cingeva le mani.

Gettati come rifiuti in quel buco nero,

proprio quello una voragine infernale:

inghiottiti da un eterno silenzio.

O terra nostra, terra di guerra,

cadiamo tra le tue ardite braccia.

 

La nostra torre crollava rovinosamente.

Siamo rimasti soli, sopra ossa spezzate,

come uccelli rinchiusi in gabbia.

Alcuni dei nostri occhi brillavano di luce,

una luce effimera, destinata a svanire.

Urlavamo, gridavamo, straziati dal dolore,

in condizioni atroci, sperando in un aiuto,

in un aiuto, o forse in un miracolo. Illusi.

 

E se la morte non incombeva su di noi

Dopo giorni di tortura, al buio, al freddo,

ci pensava dall’alto una forza superiore

con in mano le redini della nostra vita.

Una bomba a mano scagliata dall’alto

Ci bruciò in quel fondo della foiba.

Ciò che rimase…un pugno di cenere.

Che si dissolse nel nulla eterno.

Todi, 2019

 

 

Presentazione del secondo fascicolo 2019 degli “Annali” della Fondazione

Mercoledì 16 ottobre 2019, nella Sala della Fondazione Ugo Spirito e Renzo De Felice (piazza delle Muse 25, Roma) è stato presentato il secondo fascicolo 2019 degli “Annali” della Fondazione (a. XXXI).
Sono intervenuti: Giuseppe Parlato, ordinario di Storia contemporanea nell’Università degli Studi Internazionali di Roma e presidente della Fondazione Ugo Spirito e Renzo De Felice, Gianni Scipione Rossi, vicepresidente della Fondazione, Danilo Breschi, associato di Storia delle dottrine politiche nell’Università degli Studi Internazionali di Roma e consigliere della Fondazione Ugo Spirito e Renzo De Felice, e Rodolfo Sideri, responsabile dei Corsi di formazione della Fondazione.

Il fascicolo

Il fascicolo, ricco di contributi originali, si apre con una sezione di “Inediti e studi” dedicata, in occasione degli anniversari, a Ugo Spirito e Renzo De Felice. I contributi di presentazione e approfondimento sono di Giuseppe Parlato, Nota introduttiva a Validità della biografia nella ricerca storica, di Renzo De Felice; Rodolfo Sideri, Filosofia, politica, religione: le ultime lettere a Ugo Spirito (1976-1979); Danilo Breschi, con il saggio Morte della filosofia e sfondamento ontologico. Ugo Spirito in dialogo con Guido Calogero, presenta Guido Calogero e la filosofia del dialogo, di Ugo Spirito.

La seconda sezione contiene gli Atti del Convegno di studi “La svolta del 1919”, tenutosi nella sede della Fondazione il 13 giugno 2019. Gli autori dei contributi sono: Giuseppe Parlato, Da San Sepolcro a Fiume; Giovanni Dessì, La nascita e il significato del Partito Popolare Italiano; Simonetta Bartolini, Il diciannovismo degli intellettuali; Silvio Berardi, Nitti e la proporzionale, con uno sguardo all’Europa; Andrea Ungari, Il ’19 del Re.

La sezione “Saggi” presenta in questo secondo fascicolo una serie eterogenea di studi. Questi i titoli presenti: Il Partito repubblicano italiano e la caduta del Muro di Berlino, di Silvio Berardi; Antagonismo alla modernità in Europa sud-orientale: il nazionalismo romeno, di Stefano Santoro; Sozialreform e Berufständische Ordnung nell’opera di Johannes Messner, di Giovanni Franchi; L’evoluzione storica del sistema parlamentare austriaco, di Ulrike Haider-Quercia; Obiettivi e organizzazione della propaganda fascista nelle università inglesi, di Tamara Colacicco; Il fascismo e la mancata rivoluzione antiborghese, di Cristian Leone.
Protagonista della quarta sezione, curata da Gianni Scipione Rossi, è invece Attilio Tamaro e, in particolare, il suo rapporto con l’impresa di Fiume. Oltre al contributo introduttivo di Rossi, Giornalista e agitatore: la Dalmazia e il sogno infranto di Attilio Tamaro, la sezione conterrà, dall’Archivio della Fondazione, alcune pagine inedite di Tamaro: Trieste, Fiume, Zara: pagine inedite 1920-1921.
Nella sezione “Note sul Novecento”, Danilo Breschi pubblica Tieni a mente Tienanmen e Nicola Rao, La madre di tutte le stragi. Piazza Fontana cinquant’anni dopo.

Completano il fascicolo le recensioni, le segnalazioni librarie, la sezione “Dall’Archivio”, con Il Fondo Luigi Romersa presentato da Alessandra Cavaterra, e le notizie sull’attività della Fondazione.

Per leggere gli Annali è possibile acquistare il singolo articolo, il singolo volume o l’abbonamento annuale, a queste condizioni:
– Singolo articolo (versione pdf): 5,00 €
– Singolo volume (versione digitale): 10,00 €
– Singolo volume (versione cartacea): 20,00 €
– Abbonamento annuale (versione digitale): 20,00 €
– Abbonamento annuale (versione cartacea): 35,00 €
In caso di acquisto del volume cartaceo, l’invio avverrà all’indirizzo segnalato senza costi aggiuntivi.
È possibile pagare utilizzando Paypal, disponibile sul sito nella sezione Pubblicazioni, o attraverso bonifico bancario. Tutte le informazioni sono reperibili a questa pagina: http://www.fondazionespirito.it/annali-della-fondazione/

La registrazione integrale dell’evento è disponibile al seguente link: https://www.radioradicale.it/scheda/587632/presentazione-degli-annali-2029-numero-2-il-lungo-dopoguerra-e-la-difficile-pace